Nel contesto delle attività di ricovero della Reumatologia della nostra Azienda Ospedaliera, la Sclerosi sistemica assume una particolare importanza per via del grosso carico assistenziale che essa comporta, sia in fase di diagnosi precoce che di follow-up e di terapia specifica durante il ricovero. La Sclerosi Sistemica (SSc) è una malattia generalizzata del tessuto connettivo caratterizzata da vasculopatia obliterante dei vasi del microcircolo, iperplasia dell’intima, ipotrofia della media e fibrosi dell’avventizia delle arterie muscolari di piccolo calibro e da deposizione di collageno e di altri componenti della matrice nell’interstizio. Il Progetto assistenziale della Sclerosi Sistemica si basa su tre momenti chiave fondamentali:
Il tentativo di ridurne la mortalità (attualmente 9% in tre anni), il voler incidere positivamente sul decorso della malattia e sulla qualità di vita residua, rappresentano i motivi che hanno ispirato la stesura del profilo assistenziale.
Secondo uno studio di ambiente dermatologico (Medsger, 1994) l’incidenza della SSc è di 18-20 nuovi casi/anno/milione di abitanti, con età d’esordio media di 41+/-14 anni e prevalenza netta del sesso femminile 5,3/1 (F/M). Considerando di applicare tali dati epidemiologici alla popolazione (500 mila abitanti) residente nel nostro bacino d’utenza (zona sannio-irpinia) dovremmo aspettarci 9-10 nuovi casi l’anno con una prevalenza femminile tra l’83 e l’86%. In generale la sopravvivenza a cinque anni per tale patologia si è attualmente assestata intorno al 75%.
1. diagnosi precoce;
2. follow-up strutturato più preciso per definire l’attività di malattia e il grado di interessamento dei singoli organi e apparati;
3. misure terapeutiche più idonee, nel momento adeguato e con le modalità assistenziali meno costose.